Catrame

Il catrame è un liquido nero, viscoso, di odore caratteristico, prodotto della distillazione secca di carboni o di altri combustibili (c. di litantrace, di lignite, di scisto, di torba), contenente carbone libero in polvere finissima, acqua e un grandissimo numero di composti organici, come idrocarburi solidi e liquidi, fenoli, cresoli, composti solforati, basi azotate.

Raramente usato allo stato grezzo, viene di solito sottoposto – per i molti usi dei suoi costituenti – a distillazione frazionata, mentre il residuo, ovvero la pece, viene utilizzato come agglomerante o, disciolto in opportuni olî minerali, in lavori stradali, impermeabilizzazione del legno, preparazione di vernici.

Da un punto di vista chimico e fisico, il catrame è un sistema colloidale costituito da una elevata quantità di sostanza organica e da acqua, quest’ultima in percentuale variabile del 2-5%.

La carta catramata o cartone catramato è uno dei materiale più utilizzati nell’edilizia per isolare superfici piane, come tetti o terrazzi, dalla penetrazione dell’acqua. Il materiale è facilmente reperibile e si può trovare generalmente in rotoli da 10 metri, di marche e con caratteristiche diverse, a cominciare dagli agglomerati. Utilizzare questo materiale non è semplice, bisogna adottare alcuni accorgimenti importanti e avere una certa manualità con gli strumenti che servono per applicarla. Esistono carte da 4 mm, 3 mm e superiori, i cui strati sono conosciuti come guaine bituminose, le quali vengono posate a caldo sulle superfici interessate.

Opere realizzate in catrame

Pomona

Velasco Vitali
2005  

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