Pigmenti ad olio

I colori ad olio vengono utilizzati principalmente nella pittura su tela ma in alcuni casi anche su tavole di legno o carte preparate.

Menzionati la prima volta dal Vasari nella seconda metà del Cinquecento con enorme entusiasmo, consentirono di ottenere i primi effetti quali velature e trasparenze che le altre tecniche pittoriche difficilmente permettevano, oltre ad offrire il vantaggio di un’enorme adattabilità alle esigenze creative e stilistiche degli artisti.

L’olio offrì infatti la possibilità di estendere la gamma dei pigmenti adoperabili e la loro intensità, oltre ad offrire tempi di essiccazione sono molto lunghi, garantendo quindi le tempistiche necessarie per le rifiniture e lasciando ad esempio la possibilità di sfumare al termine di una prima stesura, senza correre il rischio che il colore asciughi.

I pigmenti macinati venivano mescolati ad oli siccativi, ovvero di lino, di papavero o di noce, purificati e deacidificati prima di essere diluiti in oli essenziali, come la trementina. Questi ultimi additivi risultano indispensabili per contrastare l’ingiallimento naturale degli oli siccativi, ma sono da usare con cautela perchè la proporzione sbagliata può causare, dopo la loro evaporazione, un infragilimento della stesura pittorica.

Oggi esistono varie serie di colori ad olio in tubetto per ogni esigenza pittorica ed economica, fabbricati secondo le formule originali sviluppate dai vari colorifici.

Si raccomanda attenzione per quanto riguarda l’esposizione diretta a fonti di luce, poichè i pigmenti ad olio tendono ad ingiallire.

Opere realizzate in pigmenti-ad-olio

CHILDREN’S CORNER (2)

Velasco Vitali
2002  

NUOTO LIBERO OLTREMARE

Andrea Massaioli
2015  

Vetta

Andrea Massaioli
2016  

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