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CHILDREN’S CORNER (2)

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Children’s Corner (2), è un dipinto a tecnica mista su tela che misura 250 x 180 cm, dove la tela in realtà è un dittico composto da una tela inferiore di 180 x 180 cm ed una superiore che misura 70 x 180 cm.

Il dipinto ritrae due ragazzini, i figli dell’artista, disposti in una condizione di equilibrio che pare precario, una metafora della realtà in cui sentiva di vivere il padre – seppur con ironia e divertimento – negli anni della loro infanzia. Il titolo fa riferimento ad un’opera di Debussy che Velasco sente corrispondere perfettamente al  momento dedicato ai bambini ed alla loro vivacità.

Sulla tela, dipinta con colori ad olio, vi sono elementi incollati quali uno straccio, che sostituisce i calzoncini del bambino a testa in giù, ed uno spago. Sono elementi delicati, facili al distacco poichè la superficie pittorica impedisce alla colla di fare la necessaria presa, soprattutto nel caso della stoffa applicata.

Il dipinto fa parte di una serie privata dedicata all’artista ai suoi figli, e non in vendita.

Estratti dall’intervista tecnica a Velasco Vitali:

“Mi divertiva pensare a dei ritratti realizzati con l’occhio amorevole che può essere dedicato ai tuoi figli, un angolo – Corner – inteso come spazio riservato, uno sguardo anche ironico rispetto al casino che fanno i bambini, che raramente ricambiano il tuo sguardo e rispondono alle nostre aspettative. Anche nel caso del desiderio di far loro un ritratto, che nasceva dal sentimento che provavo in quel momento. Avendo un’età per cui non era fattibile farli stare in posa – otto e dieci anni – ho adattato il lavoro ai loro movimenti, i quadri hanno subito lo stesso ribaltamento della mia vita. “

“In alcuni casi realizzo un bozzetto, un collage, un progetto che ho in mente e che riporto con facilità sulla tela. In questo caso invece il quadro è nato dal quadro, senza un contorno preciso. Avevo solo le fotografie dei bambini per far riferimento ai volti e ci ho messo quasi un anno a completarlo, tornandoci su in diversi momenti, aggiungendo e togliendo.”

“Ho utilizzato olio di lino e allora utilizzavo l’acquaragia o trementina, a cui oggi sono divenuto allergico forse per troppa esposizione. Utilizzavo una marca specifica in passato, che oggi non trovo più. Mi ci ero abituato, oggi sento la differenza. Cambia molto la resa e capirne le caratteristiche è importante per lavorare al meglio.”

“Il passaggio del tempo non è accettabile sui dipinti come per le sculture, ma è già capitato in alcune opere che i colori virassero completamente. Alcune variazioni sono magiche, molto armoniose, però il colore che si altera o sbiadisce in realtà non dovrebbe essere accettabile, ma essendo spesso irrisolvibile resta un dolore interiore.”

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