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Falsi Frutti

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Falsi Frutti è un’installazione realizzata per la mostra personale “I Malus”, su invito della Cittadellarte-Fondazione Pistoletto di Biella. Il tema e l’idea facevano capo all’ufficio Nutrimento – uno dei tredici uffici tematici operativi all’interno della Fondazione –  che ha interesse a portare avanti un progetto di attivazione del potenziale produttivo e di aggregazione sociale, costituito dall’economia solidale della terra intesa come bene comune, chiamato Let Eat Bi. Si è attivato un percorso di ricerca privilegiato, che ha coinvolto Caretto / Spagna in quanto artisti ospiti in residenza, facendoli entrare in contatto con il mondo della coltivazione delle mele nel biellese e a livello nazionale.

Falsi Frutti è un’installazione che presenta la riproduzione in cera di centocinque mele di antiche varietà tradizionali piemontesi, realizzate dal ceroplasta Davide Furno. I frutti artificiali sono realizzati a partire da calchi di frutti veri, seguendo la tecnica elaborata dal famoso ceroplasta di fine Ottocento Francesco Garnier Valletti. Le centocinque mele dall’aspetto “metallico” di Furno sono esibite come fossero oggetti scultorei su ripiani di vetro. Caretto/ Spagna invitano il visitatore a concentrare l’attenzione sulla morfologia di ogni singola varietà anziché sull’aspetto cromatico dei frutti.

Estratti dall’intervista tecnica ad Andrea Caretto e Raffaella Spagna:

“Il titolo non fa riferimento tanto alla fisicità della mela quanto all’idea di una varietà che ormai non esiste più, che viene perpetuata solo da questi personaggi con enorme sforzo utopico. Ogni varietà di mela aveva una storia, una motivazione che la legava nel locale ad una valle piuttosto che un’altra, era un prodotto estremamente connotato e caratterizzante. Il fatto che qualcuno tenti di mantenere in vita queste varietà è un artificio che non fa più parte della nostra realtà, da questo l’idea del titolo Falsi Frutti.”

“Quando escono dallo stampo i frutti hanno quel colore marrone che ricorda l’ebano o il bronzo, un’impronta come metallica che però non è frutto di alcuna lavorazione ma è invece legata agli additivi che si mescolano alla cera […] Il motivo per cui invece è praticato un foro nel frutto risale all’abitudine a riempire il frutto per dargli lo stesso peso di una mela vera, che in ultimo viene dipinta, passaggio che abbiamo evitato.”

“La cera è un materiale dal fascino alchemico, abbiamo realizzato molti lavori in cera o paraffina. Il suo cambio di stato è facile da ottenere a livello artigianale e autonomo, è molto immediato il raffreddamento e si presta facilmente a sperimentazioni di vario tipo.”

“La materia scelta non deve rispettare tempi e modi imposti da noi, l’idea non deve prevaricare la fisicità. Le informazioni a nostra disposizione ci permettono di scegliere di lavorare in un certo modo, se l’opera deve essere più resistente e scelgo di utilizzare il legno sceglierò come essenza il castagno o il larice e non l’abete. C’è sempre uno studio dei materiali, in alcuni casi semplicemente c’è una responsabilità maggiore oppure cerchiamo di immaginare i problemi che possono insorgere e dopo quanto tempo.”

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