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La parte per il tutto

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La parte per il tutto è una delle ultime serie su cui Laura ha lavorato, un progetto incentrato su singole vedute stampate su carta fotografica, leggibili solo nella parte superiore dell’opera, poiché l’artista interviene alterando il processo di stampa causando accumuli di inchiostro fino al termine del processo.

La serie si compone di dieci stampe di uguale formato, pari a 33 x 24 cm, e benché si tratti di pezzi singoli c’è un orizzonte comune: il foglio è stato bloccato per tutte nello stesso momento, creando un unico immaginario orizzonte.

Si tratta di un progetto fotografico iniziato nel 2017 ed esposto ad oggi in una sola occasione, dove l’oggetto della riflessione e dell’azione dell’artista risiede nella personale decisione in merito a cosa e quanto mostrare di ogni singola immagine.

Estratti dall’intervista tecnica a Laura Pugno:

“Nella mia pratica artistica mi trovo a utilizzare differenti media: dal disegno, all’incisione alla scultura fino ai video, mi sono anche avvicinata alla fotografia, mezzo espressivo ormai massificato che meglio di altri si presta ad un discorso di critica della visione. Uso la fotografia non come mezzo espressivo fine a se stesso ma lo scopo è spesso quello di ottenere un’immagine il più possibile “neutra e oggettiva”, su cui intervenire con alterazioni manuali o meccaniche come per quest’opera, che la rendono unica”

“Anche in questo caso si tratta di mostrare una porzione dell’immagine in esame, è un processo che ha a che fare con le cancellazioni, con la decisione di cosa e quanto mostrare all’osservatore. Quello che mi affascina è che la complessità di ogni immagine che, in questo caso, viene restituita solo parzialmente come dettaglio riconoscibile; il restante accumulo di inchiostro nasconde le rimanenti informazioni, solamente immaginabili. Per questo lavoro ho usato fotografie del mio archivio, senza un particolare riferimento ad un periodo, un ambito o un’area geografica specifica. Nel momento in cui scelgo un’immagine, ho già preso una decisione in merito a quale parte del paesaggio mostrare. La serie si compone di dieci stampe di uguale formato, e benché si tratti di pezzi singoli, c’è un orizzonte comune: il foglio è stato bloccato per tutte nello stesso momento, creando un unico immaginario orizzonte.”

“Considero questa come un’opera chiusa. Sebbene l’opera sia frutto di un processo parzialmente meccanico, ha incontrato molte difficoltà di realizzazione, e non sempre il risultato ha soddisfatto le mie aspettative. Il momento delicato risultava essere l’estrazione della fotografia a fine stampa, quando l’inchiostro continuava a colare. Solo al temine di un lungo processo ho potuto selezionare le dieci opere che, per soggetto e composizione, erano quelle che ritenevo ideali a comporre l’opera finale, dove la parte visibile era in armonia con la sovrapposizione dell’inchiostro.“

“La scelta di allestimento è nata da un’idea ben precisa di ritmo. Ho numerato le foto e le ho esposte in un ordine bene definito, disposte su un’unica linea orizzontale a 150 centimetri da terra, per rimarcare l’orizzonte interno, e ad una distanza di 10 centimetri l’una dall’altra.  La cornice che ho scelto è di legno laccato bianco e, al suo interno, la fotografia rimane sollevata dal supporto e ad un centimetro dal bordo perimetrale.”

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