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Let me dance

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Let me dance è il risultato di una residenza d’artista a cui Sabrina Muzi ha partecipato nel 2010 a Kunming, nello Yunnan, una regione del sud della Cina. Sabrina ha lavorato ad un progetto fotografico che si è sviluppato in una serie di tredici immagini raffiguranti tronchi di alberi.

L’albero è un elemento ricorrente nel lavoro di Sabrina, ed in questo caso si inserisce in un progetto focalizzato sul concetto di protezione e legato ad un luogo specifico perché in questa città, Kunming, nello Yunnan, era abbastanza frequente per l’artista vedere file di alberi i cui tronchi erano coperti da panni, plastiche trasparenti o corde. Si tratta di un modo locale per proteggere le piante dall’inquinamento dell’aria, ed evitare l’eccessivo assorbimento di sostanze nocive da parte dei fusti.

L’esposizione è stata realizzata dall’artista utilizzando dei vecchi container, in cui all’interno sono state esposte tredici fotografie, e completata da un’installazione composta da piante verdi che fuoriuscivano all’esterno degli stessi container.

Estratti dall’intervista tecnica a Sabrina Muzi:

“In questi lavori si manifesta l’idea di protezione, ma allo stesso tempo si avverte anche un’idea di costrizione, perché questi tronchi avvolti da corde – un’operazione del governo o del comune per curare le piante o per proteggerle –  mi hanno trasmesso l’idea di corpi costretti, di natura costretta. […] il curatore cinese della mostra di fine residenza fece un riferimento alla natura della società politica cinese ed alla sua politica protezionista, insieme alla privazione di alcune libertà da parte del governo. Ho trovato interessante questa sorta di parallelismo perchè benchè non ci avessi pensato esplicitamente,  vivendo in loco tre mesi ho metabolizzato questa sensazione, ed è venuta fuori nel lavoro.”

“La realizzazione di questo progetto – che nasceva come installazione non solo fotografica – è stata molto immediata, fluida. Sono stata in residenza tre mesi, dopo un primo mese in cui ho girovagato ed ho esplorato il luogo ho capito cosa volevo fare. Quindi ho individuato il posto e ho fatto queste foto, decidendo già da subito il taglio che dovevano avere, dopodiché ho perfezionato il lavoro selezionando le fotografie che mi sembravano migliori. Ho prodotto ed esposto questo progetto rapidamente, quindi ho lavorato sul secondo a questo collegato, Inward, presentato alla fine della residenza.  In Italia sono state esposte altre volte, in Cina ho utilizzato due container, che erano parte del lavoro. All’interno di uno dei due avevo installato le fotografie, non incorniciate, ma sostenute con piccole calamite ai quattro lati.”

“Le stampe sono fissate ad un supporto, fatto dal falegname, nel laboratorio fotografico di solito mettono un supporto metallico, in questo caso è ligneo. Le prime foto della serie sono state stampate in Cina su carta Kodak. Ognuna di queste fotografie se danneggiata può essere ristampata.”

 

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