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Senza titolo (serie Argenti)

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Senza titolo fa parte di una serie di opere a tecnica mista su carte e manifesti intitolata Argenti, dal colore predominante in ognuno dei lavori, presentati per la prima volta nel 201o.

La serie rientra in un particolare ambito di ricerca dell’artista, improntato sull’interazione tra pittura e fotografia, che si concentra sull’infinita riproducibilità di un certo tipo di rappresentazione, in particolare quella di natura pubblicitaria. I primi interventi di Paolo eseguiti negli anni Novanta hanno interessato i manifesti affissi in giro per la città, sui quali da subito l’artista ha iniziato un confronto creativo incentrato sulla volontà di ribaltare i significati e i codici di un sistema, quello delle immagini pubblicitarie.  “Non sopportavo che l’orizzonte urbano della mia città fosse invaso da questi volti e corpi che rappresentavano l’uomo, ma allo stesso tempo lo banalizzavano stereotipandolo e riducendolo a merce. Una notte ho strappato due grandi manifesti un volto di uomo e uno di donna e dopo averli modificati con un intervento pittorico, di stile espressionista, li ho ricollocati abusivamente negli espositori stradali pubblicitari.“ 

La prima opera presa in esame per schedare questa serie è stata realizzata nel 2010, misurante 100 x 140 cm e raffigurante una donna, una modella ritratta in bianco e nero, immersa in un fondo color argento.

Si tratta di una serie realizzata con mescolanza di materiali differenti, stesi su una base data da manifesti pubblicitari strappati dagli espositori in strada, oppure su stampe a grandezza desiderata dall’artista, prese da pubblicità trovate su riviste e simili.

Estratti dall’intervista tecnica a Paolo Leonardo:

“Il mio è un lavoro che interviene sull’immaginario collettivo, della massa. Ho iniziato nel ’94, quando ho strappato da un manifesto per strada un volto di una donna e di un uomo, di una pubblicità, probabilmentedi moda. Quasi un gesto vandalico, una forma di rifiuto della rappresentazione del corpo e del volto della donna, dell’uomo, del bambino […] Ho iniziato a scegliere prettamente immagini di moda, ma ho fatto diverse serie basate su altre immagini, ad esempio ricordo una pubblicità, l’Albatros, non mi ricordo di quale ditta, che aveva questo volto di un bambino con gli occhi azzurri, bellissimi. Io l’ho completamente deformato poi l’ho riattaccato in strada.”

“Le mie serie raramente sono titolate perchè in qualche modo tutti i miei lavori fanno parte di un ciclo comune, sono parte di un flusso continuo di questi anni.”

“Non ho delle proporzioni, lavoro in automatico, a terra, con una certa quantità di pigmento diluito in acqua e steso a pennello o versato direttamente da piccoli contenitori, per sfruttare la casualità di una pittura molto liquida, che necessita di un lavoro d’impatto, istintivo.”

“Una volta staccati i manifesti vengono lavorati direttamente, a meno che non li faccia stampare, a volte perchè riutilizzo una stessa immagine fotografica di base. In qualche caso ho steso una vernice protettiva a pennello, perchè mi serviva a uniformare la superficie pittorica ed eliminare alcuni aloni.“

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