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Via Nera (2)

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Via Nera è un bassorilievo in cera misurante 170 x 200 cm, realizzato interamente con cera microcristallina colorata di nero e colata su un pannello di legno a formare un fondo omogeno, su cui l’artista ha poi disegnato a rilievo utilizzando la stessa identica cera, ma distribuendola con una siringa sulla superficie precedentemente stesa e lasciata raffreddare.

Quest’opera è parte di una ricerca artistica che l’artista Francesco Sena porta avanti dal 2011, in termini di paesaggi oscuri, vegetazioni disegnate a rilievo su pannelli di medie e grandi dimensioni, imponenti anche a livello olfattivo, e che arrivano a misurare anche 3 metri di lunghezza. Ad oggi, Sena ha realizzato altre venti opere della serie Via Nera, del tutto identiche in termini di materiali e tecnica utilizzati.

L’artista sceglie di utilizzare per questi lavori uno sfondo nero, un colore che lo accompagna, insieme al bianco, da dieci anni. Il titolo dell’opera, Via Nera, è uguale per tutta la serie, è strettamente legato al significato dell’opera e affine alla suggestione che Sena vuole creare e trasmettere al pubblico.

Estratti dall’intervista tecnica a Francesco Sena:

“Il paesaggio in rilievo su Via Nera è stato molto più spontaneo di altri lavori perché avevo già padronanza del materiale e della tecnica, ed anche usare la siringa per distribuire la cera sulla superficie, sul fondo del quadro, non è stato difficile nemmeno la prima volta che l’ho sperimentata. È stato un lavoro di ricerca formale, più che tecnico, non ho dovuto cercare la giusta alchimia, la temperatura adatta e via dicendo.”

“Dal bidimensionale, dai quadri a parete, figurativi e coperti con la cera, sono passato a voler realizzare delle sculture, voler fare un lavoro sulle figure, sulle gocce, su una pioggia. Ho usato la siringa per la prima volta con questo scopo, e proprio mentre lavoravo alcune sculture ho pensato che la sua funzione assomiglia a quella di una matita, che traccia dei segni, ma al contrario, perché lavora sul rilievo.”

“La cera microcristallina ha poche oscillazioni, non si crepa come la paraffina, non è unta e si può colorare, a differenza della cera naturale per cui avviene un fenomeno strano, come di divisione delle due componenti, in cui il colore – soprattutto con l’abbassamento delle temperature – sembra spostarsi verso la superficie dell’opera, formando una patina polverosa.”

“Non so misurare la temperatura della cera, non so usare il termometro per rilevarla, non ho mai avuto la pazienza né la voglia, né la necessità di capire veramente come si comporta la cera. Non lo farei neanche se dovessi fare sculture in bronzo d’altronde, non mi interessa. Se intervenisse qualcun altro in caso di restauro non solo andrebbe bene, ma forse sarebbe anche meglio, perché io mi preoccupo della poetica del mio lavoro, il materiale in fondo è un veicolo di trasmissione di pensiero, di cui io a livello tecnico so poco.”

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