Alluminio

L’alluminio si identifica con numero atomico 13 nella tavola degli elementi, il suo simbolo è Al ed è identificato dal numero CAS.7429-90-5, e viene prodotto principalmente attraverso il suo minerale, la bauxite, la cui composizione è caratterizzata dalla presenza di diverse specie mineralogiche, tra cui prevalgono gli ossidi e gli idrossidi di alluminio e di ferro. Nonostante l’alluminio sia il 3° elemento più abbondante sul nostro pianeta, risulta essere di produzione abbastanza difficile, in quanto servono grandi quantità di energia.

Si tratta di un metallo duttile color argento conosciuto per la sua morbidezza, la sua leggerezza e la sua resistenza all’ossidazione, dovuta alla formazione di un sottilissimo strato di ossido che impedisce all’ossigeno di corrodere il metallo sottostante. L’alluminio grezzo viene lavorato tramite diversi processi di produzione industriale, quali ad esempio la fusione, l’estrusione, la forgiatura o lo stampaggio.

Il suo utilizzo in campo artistico si è affermato solamente durante il recente periodo dell’Arte Contemporanea, considerato un metallo prezioso e con proprietà notevoli, oggi reso affascinante anche per la possibilità di riciclarlo quasi completamente.

L’alluminio è un metallo leggero ma resistente, la sua densità è di 2,71 g/cm³, a cui corrisponde un peso specifico di circa un terzo dell’acciaio e del rame. Ha un’eccellente resistenza alla corrosione e durata; il suo aspetto grigio argento è dovuto ad un sottile strato di ossidazione (detto “film di passivazione”) che si forma rapidamente quando è esposto all’aria e che previene la corrosione bloccando il passaggio dell’ossigeno verso l’alluminio sottostante. Ha un’alta conducibilità termica ed elettrica (circa due terzi di quella del rame) ed eccellente plasticità, malleabilità e duttilità, grazie alle quali può essere lavorato facilmente fino ad ottenere un foglio sottilissimo. La sua saldabilità fa si che moltissime leghe di alluminio sono saldabili con normali tecniche MIG, TIG e saldo brasatura, altre, in particolare quelle contenenti rame, non sono saldabili. In ogni caso il processo di saldatura deve essere effettuato con l’uso di gas inerti o paste, che producono gas ionizzanti, per evitare la formazione di allumina. La sua superficie è trattabile con ossidazione anodica o protettiva (passivazione chimica e aumento della durezza superficiale, che può superare in 50 HRC) o estetica (elettrocolorazione). Inoltre, non necessita di particolari finiture e la sua superficie può essere trattata con una vasta gamma di rivestimenti (come ad esempio le verniciature).

Le fusioni di alluminio coinvolgono diverse tecniche, tra cui la fusione in cera persa, che consiste nel realizzare uno stampo di un oggetto preesistente, di un modello od altro, mediante gomma siliconica. A seguire viene colata la cera da fonderia dentro lo stampo realizzato e, una volta raffreddata la cera, si apre lo stampo per estrarre una copia del pezzo in cera. Con bacchette di cera si creano i canali di entrata ed uscita della colata, in seguito si immerge il modello di cera così realizzato in un impasto a base di gesso, ed una volta indurito si introduce il blocco di gesso nella fornace. La cera si scioglie e cola via tramite i canali precostituiti, e rimarrà così una cavità all’interno del gesso pronta ad ospitare il metallo fuso. Prima di procedere con la fusione bisogna far asciugare perfettamente il gesso, per eliminare tutta l’acqua che contiene, una fase delicata per la quale a volte sono necessarie svariate ore in forno. Solo alla fine si verserà l’alluminio fuso nello stampo di gesso e, una volta raffreddato, quest’ultimo dovrà essere rotto per liberare la scultura, a quel punto da levigare per lucidarla.

Opere realizzate in alluminio

Travelling home

Maura Banfo
2010  

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