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Travelling home

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Travelling home è una scultura rappresentante un nido di dimensioni pari a circa 15 cm di diametro, dal peso inferiore al chilogrammo. La scultura è una fusione di alluminio, realizzata nel 2010, facente parte di un progetto artistico caro a Maura Banfo da oltre dieci anni e che conta ad oggi poco più di una ventina di esemplari unici.
“La mia ricerca sui “nidi” è una ricerca sulla metafora della casa, laddove casa è significativa di cura, dalla capanna di coperte ai piedi del letto, alla casa sull’albero, dal precario riparo di giunchi in riva al mare alla tenda tecnologica di ultima generazione, dalla conchiglia al guscio più coriaceo al bozzolo alla tana la forma della casa
passa per mille tipologie”

Estratti dall’intervista tecnica a Maura Banfo:

“Ho sempre molto amato la scultura e ho avuto la fortuna di poter affiancare per parecchi  anni un maestro come Luigi Mainolfi, dove ho potuto sperimentare tecniche svariate al suo fianco. Nonostante la scultura sia stata parte
importante della mia vita e della mia esperienza, il mio percorso ha trovato la sua vera natura nella fotografia. Ma non amo etichettarmi, mi piace portare avanti il lavoro attraverso le emozioni. Le mie fotografie sono sempre state molto materiche e tridimensionali, quasi da poterne toccare una tridimensionalità. Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di realizzarla davvero questa terza dimensione…e così sono nati i miei nidi. ”

“L’opera è stata realizzata totalmente da me, dalla raccolta del materiale al suo trattamento, grazie comunque alla collaborazione di alcuni amici artisti e dal mio compagno che con pazienza mi hanno seguita in alcuni passaggi. In
alcuni punti i rami sono incollati tra loro, in altri sono solo posati gli uni con gli altri, poi trattati con resina e zincatura. Non escludo che ne verranno altri, non so se lavorerò di nuovo con il legno, o con la resina, è tutto in divenire. Certamente è un’opera unica, nessun nido è riproducibile.”

“L’unico modo per pulirlo è un compressore, non è pensabile altro modo. Certamente se si espongono in esterno la prima problematica è che opacizzano, dopodichè i rami possono subire facilmente dei danni, movimentando anche i nidi più piccoli è facile che si rompa qualche punta, questo vale anche per le fusioni di alluminio, sono delicate.”

“Sui lavori tenuti in esterno mi piace anche seguirne l’evoluzione e i cambiamenti che avverranno con il tempo. Certo sono lavori da seguire con più cura, necessitano di essere magari restaurati o meglio riassestati più volte, ma questo fa parte della ricerca del lavoro stesso, quel concetto di cui ti parlavo nel prendersi cura delle cose. E’ una coraggiosa scommessa, sia per me sia per chi mi dà fiducia acquistandoli. I Nidi sono lavori che non stanno mai fermi, non possono mantenere la stessa forma in eterno proprio per la loro fragilità, ma questa è parte integrante del lavoro. Amo pensare che nulla sia definitivo ma in costante divenire.”

La consulenza tecnica è ad opera di Gloria Valentini

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